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Viaggiatore

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Storia

Capitolo 1: Un Viaggiatore nel Multiverso della Forgia alla Ricerca...

Fra lande desolate post-guerra mondiale, il lontano West, mondi di nintendari e di pazzi gelatai, un viaggiatore continua a esplorare gli angoli più remoti del multiverso della Forgia. Ha mostrato al mondo creazioni incomprese, paesaggi incredibili e giochi sketch impensabili. Ma non era soddisfatto. Sapeva che, per quanto grandi, le sue scoperte non erano il fine ultimo del suo viaggio. Perché lui cercava una leggenda.

Si narravano storie. Storie di eroi forgiati nelle battaglie più ardue, di feroci guerrieri caduti nell’ombra dell’oblio, di un tempo in cui i gladiatori più grandi del multiverso bramavano l’onore di affrontare la leggenda. Ma la leggenda era spietata. Troppi cadevano. I vincitori divennero rari, fino a scomparire. E così, delusa dall’indegnità dei suoi aspiranti campioni, la leggenda scelse di farsi dimenticare.

Le epoche passarono. Le voci si spensero. La mappa, l’unico indizio rimasto, divenne un mito a sua volta, nascosta tra le pieghe del tempo. Nessuno sapeva più se esistesse davvero.



Ma NobleBrassMan non aveva mai smesso di cercare. Aveva letto in antiche pergamene che la leggenda, prima di svanire, aveva lasciato dietro di sé un custode. Un essere forgiato nel tempo e nella cenere, divenuto giudice di tutti coloro che osavano sfidare il destino.

Ora, davanti a lui, illuminata dalla luce fioca della forgia, la mappa giaceva. Reale. Tangibile. E davanti a essa, il custode lo attendeva.

Capitolo 2: Il Custode della Leggenda

La leggenda non si era solo nascosta. Aveva dato vita a qualcosa di più. Le antiche pergamene, polverose e fragili, raccontavano di un’entità nata dall’essenza stessa della leggenda, un guardiano senza tempo, forgiato per vegliare su ciò che gli uomini avevano smesso di meritare. Un giudice implacabile, creato non per custodire, ma per opporsi.

NobleBrassMan aveva trascorso anni tra biblioteche dimenticate e archivi sepolti sotto il peso dei secoli. Aveva letto le storie, studiato i segni. Sapeva cosa lo attendeva. Ora, davanti a lui, la mappa brillava nella penombra della forgia. E davanti alla mappa, immobile come un monolite, c’era lui.

Rambaudo.

I suoi occhi, ardenti come carbone incandescente, fissavano il viaggiatore senza esitazione. Il tempo sembrava essersi fermato.NobleBrassMan avanzò di un passo. “Custode, sai perché sono qui.” Rambaudo non mosse un muscolo. “Molti sono venuti. Tutti sono caduti.”
“Non deve finire così,” tentò NobleBrassMan. “La leggenda è fatta per essere conquistata, non sigillata per sempre." Un ruggito sommesso si sprigionò dalla gola del guardiano. “Solo chi è degno può reclamare la leggenda.” Sollevò lentamente il suo massiccio martello, le fiamme della forgia tremolarono al suo gesto. “E il valore non si dimostra con le parole.”

NobleBrassMan serrò i pugni. Lo sapeva. Lo aveva sempre saputo. Il destino della leggenda si decideva con la forza. Rambaudo avanzò. “Mostrami se sei degno… o preparati a cadere come gli altri.” Il viaggiatore fece un respiro profondo. La battaglia aveva inizio.

Capitolo 3: La Scacchiera è Pronta

NobleBrassMan sapeva che da solo non avrebbe potuto affrontare ciò che lo attendeva. Non contro Rambaudo. Non contro il destino stesso. Chiuse gli occhi e lasciò che i ricordi lo guidassero. I volti di coloro che avevano viaggiato al suo fianco, con cui aveva condiviso vittorie e sconfitte, gioie e cicatrici.
Poi, sussurrò i loro nomi nel vento della forgia. E uno dopo l’altro, essi apparvero. Amici. Alleati. Guerrieri con cui aveva vissuto momenti di gloria e disperazione. Erano lì, pronti a combattere. Ma la leggenda… la leggenda aveva il suo prezzo. Uno sguardo, un respiro, un battito di cuore, e l’illusione della grandezza li consumò. L’eco della leggenda risuonò nelle loro menti, sussurrando promesse di potere, di immortalità, di un posto tra coloro che sarebbero stati ricordati per sempre.

E fu così che molti cedettero. Uno dopo l’altro, alcuni di coloro che NobleBrassMan aveva chiamato si voltarono contro di lui, accettando il richiamo oscuro della leggenda e ponendosi al fianco di Rambaudo. Due squadre si formarono. Due schieramenti di gladiatori pronti a scrivere un nuovo capitolo nella storia del multiverso della Forgia. La battaglia non era ancora iniziata.

Ma NobleBrassMan sapeva che la sfida che lo attendeva era più grande di quanto avesse mai immaginato.

Capitolo 4: Total War

La sfida era terminata. Il custode giaceva al suolo, sconfitto. Un silenzio irreale avvolse la forgia. Gli amici corrotti, finalmente liberati dalla leggenda, si guardarono intorno spaesati. NobleBrassMan lasciò cadere le armi e tirò un profondo sospiro di sollievo. Ce l’avevano fatta. Ma la vittoria fu cantata troppo presto.

Dalle ceneri della sua disfatta, Rambaudo si rialzò. Il suo sguardo non era di rabbia, né di vendetta. Era quello di chi sapeva che la battaglia non era ancora finita. Sollevò un braccio e pronunciò il suo ultimo incantesimo.
Una forza oscura si propagò come un’onda invisibile, insinuandosi nelle menti e nei cuori di tutti i presenti. Non era una maledizione qualsiasi. No, il custode non intendeva spezzarli, ma risvegliare in loro ciò che per anni avevano sepolto: brama di potere, vizi, egoismi, desideri dimenticati. E così, il campo di battaglia si trasformò ancora una volta.

Quattro squadre emersero dalle ombre:

  • Team Legacy, coloro che ricordavano con nostalgia la loro gloria passata e volevano riconquistarla a ogni costo.
  • Team Champions, guerrieri premiati dalla leggenda stessa, determinati a difendere il loro titolo e il loro onore.
  • Team Paradiso, coloro che ora bramavano la leggenda solo per sé, guidati dal custode che li aveva sedotti con la promessa di un potere assoluto.
  • Team Noble, gli ultimi rimasti lucidi, coloro che avevano resistito all’incantesimo e che combattevano non per sé, ma per spezzare l’illusione.
NobleBrassMan non vide avversari. Vide compagni smarriti. Non erano corrotti, ma accecati da fantasmi lontani, da ambizioni che credevano sepolte. E sapeva che per liberarli, avrebbe dovuto affrontarli. La guerra totale aveva inizio.

Capo del Team Legacy:
“Noi non combattiamo per il presente… ma per ciò che siamo stati. La gloria non si dimentica, si riconquista!”

Capo del Team Champions:
“Il passato ci ha incoronati, il futuro ci teme. Noi non difendiamo un titolo, lo rendiamo eterno!”

Capo del Team Noble:
“Non siamo qui per potere o per gloria. Siamo qui per ricordare chi siamo… e per spezzare le catene dell’illusione!”

Custode del Team Paradiso:
“La leggenda non è per tutti… solo per coloro che osano reclamarla come propria!”

Capitolo 5: La Leggenda si Piega ai Vincitori

Il caos imperversava. Le squadre si affrontavano senza tregua, spinte da desideri dimenticati e da un’ossessione ormai fuori controllo. Il clangore delle armi riempiva l’aria, il terreno era scosso da battaglie senza fine. Ma NobleBrassMan sapeva che non si trattava solo di vincere. Sapeva che per porre fine a tutto, doveva spezzare la fonte di quell’illusione. Stringendo la sua spada di fuoco, prese la rincorsa.

Con un balzo oltre il frastuono della battaglia, attraversò le fiamme e le ombre, mirando al cuore del caos. E con un colpo solo, trafisse il custode.Il tempo si fermò.

L’incantesimo si spezzò come vetro infranto. Le urla si spensero, le armi caddero a terra, e gli sguardi dei gladiatori si riempirono di stupore. Le fiamme della guerra si dissolsero come nebbia al vento. Rambaudo, il custode, sollevò lo sguardo un’ultima volta. Non c’era odio nei suoi occhi. Solo il peso del suo compito, ora terminato. E poi svanì.

Il suo spirito si riunì alla leggenda, la stessa che aveva servito per secoli. Fu allora che la voce riecheggiò nel vuoto.

“Gladiatori… mi avete risvegliata.”

Era la leggenda stessa a parlare.

“Per troppo tempo il mio nome è stato dimenticato, i miei campioni ridotti a mere ombre. Oggi, grazie a voi, ho assaporato scontri degni di essere ricordati. Che questo giorno resti inciso nel multiverso della Forgia.”

Poi, il cielo si squarciò. Un varco si aprì davanti ai vincitori, illuminando il cammino verso l’ignoto. NobleBrassMan si voltò verso i suoi compagni. Li guardò uno a uno, coloro che avevano combattuto al suo fianco, coloro che avevano resistito alla tentazione e coloro che avevano trovato la via del ritorno. Si inchinò.

“Avete lottato con onore, avete sfidato l’impossibile e avete tenuto testa alla leggenda stessa. Non dimenticherò mai questo giorno.”

Un ultimo respiro, un ultimo sguardo. Poi, senza esitare, attraversarono il varco. E la leggenda, ancora una volta, divenne storia. Ma la loro avventura era appena cominciata.

Prequel

Capitolo 6: Il Tempo delle Gilde

C’era un’epoca, prima che la leggenda si nascondesse, prima che il suo custode nascesse. Un’epoca in cui le più grandi forze del multiverso si sfidavano sotto un unico cielo. Non erano semplici guerrieri. Erano leggende viventi. E per rendere eterna la loro gloria, avevano dato vita alle gilde.

  • Aquila, maestri della superiorità. Credevano di avere i migliori combattenti dell’intero multiverso, e spesso lo dimostravano.
  • Cobra, assassini letali, spietati nel loro cambiofaccia. Un colpo, una morte, e nessuno sapeva chi fossero.
  • Ade, coloro che erano caduti e risorti. Guerrieri che avevano conosciuto la sconfitta ma l’avevano trasformata in potenza pura.
  • Valkiria, padroni dell’aria. Attaccavano dall’alto, devastavano i nemici e svanivano nel nulla.
  • Sciabola, furia cieca e senza freni. Non calcolavano le conseguenze, ma il loro impeto abbatteva qualsiasi difesa.
  • Bastione, l’incrollabile difesa. Le loro fortezze sparse nel multiverso erano inespugnabili, la loro resistenza leggendaria.
  • Valore, combattenti nobili e onorevoli. Non abbassavano mai la spada su un avversario sconfitto.
  • Pericolo, il terrore incarnato. Dove arrivavano, la paura precedeva il loro nome.
Queste gilde formavano le più grandi famiglie di guerrieri che la Forgia avesse mai conosciuto. Ogni gilda era plasmata da credenze antiche, tramandate di generazione in generazione. E la leggenda li accolse tutti.

Qui, le battaglie non erano solo di spada e sangue. Si combatteva per il miglior videogioco, per il miglior film mai premiato, per il riconoscimento di ciò che meritava di essere eterno. Ogni sfida era un rito, un tributo alla leggenda stessa. Ma nonostante le guerre e le rivalità, le gilde rispettavano un codice sacro: il Senato delle Gilde. Un luogo fuori dal tempo, costruito dai capi delle otto casate per mantenere l’equilibrio della Forgia. Un luogo di tregua, di alleanze e di decisioni che avrebbero guidato il multiverso. Perché se l’armonia fosse stata spezzata, non la leggenda, ma la pace sarebbe svanita per sempre nel multiverso della Forgia. E nessuno, neppure i più spietati, avrebbe permesso che ciò accadesse.

Capitolo 7: Il Giorno Maledetto

Ci fu un giorno, un giorno maledetto, in cui la brama di potere distrusse ciò che le gilde avevano giurato di proteggere. Alcune delle famiglie più spietate, come Cobra, non vollero più condividere la gloria. Volevano dominarla. La loro sete di controllo spinse il multiverso sull’orlo del baratro. E allora, l’equilibrio si ruppe. Le gilde si rivoltarono l’una contro l’altra. Ma non solo. Molti guerrieri, delusi dalla corruzione della propria famiglia, abbandonarono la loro casata e giurarono fedeltà ad altre. I confini si dissolsero, i legami si spezzarono, e il caos si propagò come un incendio inarrestabile. La leggenda osservò tutto.

Fu il giorno più sanguinoso… ma anche il più epico. Mai prima d’ora aveva ospitato così tanti campioni in un unico luogo, mai aveva visto sfidarsi le più grandi forze del multiverso al culmine del loro potere. Fu una battaglia che scolpì il tempo stesso. Giorni divennero settimane. Settimane divennero mesi. Ma alla fine, non rimase che morte. Quel giorno segnò la fine della Prima Era delle Gilde.

Le loro storie furono raccolte e sigillate in antiche pergamene, nascoste nelle biblioteche più remote del multiverso. La leggenda, ormai silenziosa, si richiuse su se stessa. Eppure, qualcosa restò. Il Senato delle Gilde. Ancora lì, ancora in attesa. Di una nuova era. Di nuovi nomi che avrebbero portato avanti gli antichi valori… o li avrebbero distrutti per crearne di nuovi. Ma il Senato non era più visibile a tutti. La leggenda stessa divenne il suo custode, nascondendolo agli occhi degli indegni. Solo coloro che avrebbero dimostrato valore, forza e spirito puro avrebbero potuto scorgerlo.

Un senato in silenzio.
Un destino ancora da scrivere.

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